Pluriclassi di montagna: da necessità a risorsa
Le nuove tecnologie nelle scuole di montagna
Alpi365 Lingotto Fiere
Torino 05 ottobre 2007
dott.ssa Bruna Sibille – Assessore allo Sviluppo della montagna della Regione Piemonte
Il futuro delle scuole di montagna si realizzerà attraverso dinamici laboratori nei quali vivere moderne esperienze didattiche aperte al territorio
La scuola italiana ha vissuto, negli ultimi anni, una profonda riorganizzazione dettata in primo luogo dall’esigenza di razionalizzare il servizio e nel contempo di contenere le spese.
Questo nuovo indirizzo comporta la chiusura dei plessi nei quali il numero dei bambini iscritti non è sufficiente per giustificare, in base ai parametri di riferimento, il mantenimento del presidio scolastico.
In Piemonte, il fenomeno ha interessato soprattutto le aree di montagna caratterizzate da progressivo spopolamento e da un basso tasso di crescita demografica, innescando un meccanismo per cui, venendo a mancare il servizio scolastico, si assiste ad un avanzante abbandono.
Per contrastare questa processo la Regione Piemonte si impegna da anni.
Si è, innanzi tutto conseguita una più compiuta conoscenza delle necessità, grazie alle analisi fatte dal Gruppo di lavoro, pervenendo ad un esame approfondito del contesto, evidenziando le caratteristiche, le necessità e le carenze.
A far data dall’anno scolastico 1999/2000 è stata destinata una parte significativa delle risorse del fondo regionale per la montagna al mantenimento del servizio scolastico ed al miglioramento dell’offerta formativa, finanziando progetti presentati dalle Comunità montane in accordo con le istituzioni scolastiche.
Nel 2005 ai fondi propri dell’Assessorato allo Sviluppo della montagna si sono sommati quelli, significativi, dell’Assessorato all’Istruzione, che hanno determinato un progressivo aumento di contributi ( anno scolastico 1999/2000 € 220.527 – anno scolastico 2006/2007 € 894.596) e hanno attestato l’impegno della Regione Piemonte per garantire il diritto costituzionale di uguali opportunità formative per tutti i ragazzi, a prescindere dal luogo in cui si trovano a vivere.
Il cospicuo incremento non deve essere letto come un aggravarsi delle criticità, ma dall’ ampliamento delle tipologie di intervento: dalle azioni per ottimizzare la gestione delle pluriclassi, ai contributi per l’alfabetizzazione e l’integrazione degli alunni di etnie straniere, alla partecipazione a progetti relativi al miglioramento dell’offerta formativa.