Pluriclassi di montagna: da necessità a risorsa
Le nuove tecnologie nelle scuole di montagna
Alpi365 Lingotto Fiere
Torino 05 ottobre 2007
dott. Francesco De Sanctis – Direttore Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte
Situazione delle scuole di montagna: la necessità di mantenere piccoli plessi a salvaguardia di un territorio e di una comunità.
Saluto gli Assessori Regionali Giovanna Pentenero e Bruna Sibille, partners istituzionali che ringrazio per la disponibilità e lo spirito collaborativo costantemente dimostrato verso la nostra Scuola.
Saluto gli illustri Relatori, i Dirigenti scolastici, i Docenti e gli ospiti presenti.
In Piemonte 558 Comuni, su 1206, pari al 47% del totale regionale, sono inseriti in territori montani, per una popolazione residente pari al 15% del totale regionale.
Si collocano in tale cornice le “Scuole di Montagna”, una delle realtà più caratteristiche del Piemonte, a cui viene demandato il compito di assicurare il servizio di Istruzione in luoghi tendenzialmente isolati e difficilmente raggiungibili ed, insieme, la funzione di contribuire ad evitare lo spopolamento di ambienti non solo straordinariamente belli dal punto di vista
paesaggistico, ma ricchi di un importante patrimonio culturale, naturalistico, linguistico, sociale.
Le risorse impegnate da questo Ufficio Scolastico Regionale per il loro mantenimento sono notevoli, in termini di personale Docente e ATA e di assegnazioni finanziarie, tanto più se si considera, quale parametro di valutazione, la scarsa consistenza numerica della popolazione a cui si rivolgono.
La rilevanza strategica dell’obiettivo sopra sintetizzato induce, tuttavia, a perseverare nel percorso intrapreso, una scelta, questa, nella quale incide in maniera significativa la volontà di dare seguito e concretezza a precisi impegni assunti con la Regione Piemonte, che ha istituito un apposito Assessorato per la tutela e lo sviluppo dei territori montani.
Qualche dato sintetico potrà essere utile ad inquadrare la portata e l’incidenza delle Scuole di Montagna all’interno del Sistema Educativo piemontese.
Il dato complessivo indica la presenza di 174 Istituzioni Scolastiche statali e di 164 scuole non statali, fra paritarie e meramente private.
Risultano 858 plessi, con 4.395 sezioni, di cui 333 fra monosezioni, pluriclassi, classi integrative,
per un totale di quasi 82.000 Alunni, di cui circa 1.500 disabili e 4.150 stranieri.
Voglio sottolineare, in particolare, la grande risorsa rappresentata dalle Scuole non statali, che, da sole, coprono pressoché il 50% dell’intero totale, permettendoci di assicurare, soprattutto per la Scuola dell’Infanzia e Primaria, la diffusione capillare del servizio in tutto il territorio.
Tra le statali, scorporando i dati per ordine di scuola, abbiamo:
- 36 direzioni didattiche;
- 15 Scuole Secondarie di Primo Grado;
- 86 Istituti Comprensivi;
- 37 Istituti di Istruzione Superiore.
Si tratta, come si vede, di uno sforzo ingente dell’Amministrazione scolastica, a cui la Regione Piemonte ha assicurato un significativo contributo.
Una scelta, la nostra, che, detto molto sinteticamente, può riassumersi nella consapevolezza che un ragazzo, una famiglia che vivano in un piccolo paese a 1.000 metri di quota non hanno minori diritti di un ragazzo e di una famiglia che vivano in una grande città di pianura. Per tale ragione, va garantito un servizio di pari qualità ed efficacia, in nome dei valori di equità e solidarietà che sostengono l’intero impianto della nostra Scuola, e dell’universalità sancita dalla nostra carta Costituzionale del diritto all’istruzione, il quale, come ha più volte ribadito l’Onorevole Fioroni, non può subire differenziazioni o restrizioni a causa del luogo o delle condizioni sociali in cui si nasca o si viva.
Nel caso delle Scuole di Montagna, siamo inoltre consapevoli di quanto sia ampia la ricaduta sociale della loro presenza, poiché il mantenimento di un Istituto ed il suo radicamento nel tessuto sociale può addirittura condizionare l’esistenza o meno dell’insediamento umano.
Con lo spopolamento vengono meno radici, culture locali, valori, tradizioni, parlate e dialetti, custodia funzionale dell’habitat naturale, un fenomeno, purtroppo, ben noto in Piemonte, i cui
territori montani hanno sofferto, dal dopoguerra ad oggi, di una costante e pesante contrazione
demografica, determinata dalla dinamica migratoria verso i centri urbani di valle o di pianura, a cui,
in molti casi, ha concorso negativamente proprio la mancanza o la riduzione di servizi pubblici
adeguati.
La Scuola stessa ha subito in passato una contrazione dei posti in organico, mettendo a rischio di
chiusura gli Istituti nei quali il numero di iscritti non rispettava i parametri di riferimento.
E’invece interesse collettivo che le scuole di montagna restino quale presidio di territori
particolarmente fragili, anche considerando il grande lavoro svolto dagli Istituti scolastici e dagli
Enti Locali per ottimizzare le risorse, mettere a fattore comune energie, strutture ed esperienze.
Per continuare ad esistere, tali realtà, che costituiscono degli straordinari laboratori organizzativi e didattici - hanno bisogno di risposte che tengano conto del loro impatto globale sullo specifico tessuto sociale e di un’analisi attenta delle criticità.
Questa Direzione ha messo a punto la seguente strategia di intervento:
a. Il 12 aprile 2006 scorso è stato rinnovato il Protocollo d’intesa tra Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte e la Regione Piemonte/Assessorato allo Sviluppo della Montagna e l’Assessorato all’Istruzione e Formazione Professionale, che prevede azioni congiunte volte al mantenimento e allo sviluppo del servizio scolastico nelle specifiche zone.
b. Come previsto dal Protocollo, si è creato un Gruppo di Lavoro Interistituzionale con il compito di studiare le criticità, valutare le richieste delle scuole e proporre agli Enti coinvolti le opportune soluzioni. Per garantire uniformità e trasparenza al processo ricognitivo, le esigenze vengono rilevati attraverso una Scheda appositamente approntata e riguardano:
- condizioni di “criticità”, ovvero la situazione di scuole a rischio chiusura, con
conseguente trasferimento degli allievi in un altro plesso; - pluriclassi, con particolare attenzione alla scuola secondaria di 1° grado;
- integrazione di ragazzi di etnie diverse.
In proposito ricordo che, a fronte di un totale regionale che vede una percentuale di alunni stranieri pari quasi al 10%, con 119 etnie rappresentat, nelle scuole di montagna si registrano circa 2.000 presenze, con percentuali fino al 15 o al 16% di ragazzi di etnie diverse, che necessitano di corsi per l’apprendimento dell’Italiano e l’approfondimento della cultura d’origine, di iniziative per l’inserimento scolastico e sociale, reso più difficile dalle condizioni di isolamento e dal fatto che, a differenza di quanto accade nelle grandi aree urbane, questi giovani più raramente possono far riferimento ad una comunità etnica di sostegno; va ricordato, inoltre, che le criticità sono spesso aggravate dal fatto che molti inserimenti si hanno ad anno scolastico in corso ed in situazioni di pluriclasse. - Altro parametro a cui facciano riferimento nel rilevare le diverse esigenze, è costituito dall’ampliamento dell’offerta formativa con attività integrative, spesso basate sull’uso delle Nuove Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, strumento fondamentale per abbattere distanze e barriere e superare gli eventuali rischi di isolamento. Numerosi sono, inoltre, i progetti legati al territorio, in gran parte realizzati con il concorso delle Comunità Montane;
- E’ stata avviata la sperimentazione nella scuola primaria dello studio della seconda lingua straniera delle zone transfrontaliere con valico, ovvero, del francese presso scuole afferenti alle 3 Comunità Montane della provincia di Cuneo e alle 4 Comunità Montane della provincia di Torino che hanno un passaggio diretto verso la Francia. In questo ambito, vorrei ricordare l’importante sperimentazione condotta in sinergia con l’Alliance di Cuneo. L’iniziativa consiste nell’ospitare Studenti universitari francesi che, nel loro Paese, stanno seguendolo il Corso Universitario di Français Langue Etrangère, e debbono effettuare attività di stage all’estero. Questi giovani, non solo madrelingua, ma espressamente preparati per insegnare francese ad Allievi stranieri, saranno presenti in alcune scuole primarie all’inizio dell’anno per 8 settimane, nel corso delle quali si accorderanno con i Docenti per la programmazione degli interventi, e torneranno di nuovo alla loro conclusione, nel mese di maggio, per ulteriori 2 settimane. Ciò significa che riusciremo ad offrire ai bambini un servizio di altissima qualità e del tutto innovativo, peraltro a costi limitatissimi
- Sotto la voce “altro”, infine, abbiamo voluto inserire i diversi fattori di difficoltà che si registrano nelle scuole in questione e che i Capi d’Istituto, i Docenti, possono segnalare: attività rivolte agli Alunni disabili, in particolare, per i quali, in molti casi, la scuola rimane il luogo di aggregazione sociale per eccellenza, se non l’unico.
Attualmente la Regione finanzia tali interventi, su proposta del Gruppo, per un totale di circa
900.000 €, che vengono devoluti alle scuole attraverso le Comunità Montane di appartenenza.
Un supporto importante, certamente, che, tuttavia, si scontra con la portata delle richieste delle
scuole.
Da ultimo ricordo che è stato aperto un sito specificamente dedicato alle scuole di montagna: è uno
strumento nato per dare risposta all’esigenza degli Istituti di essere aiutate a rompere le barriere,
superare l’isolamento, confrontarsi con realtà simili, per ora a livello regionale e, ci auguriamo, in
futuro anche nazionale, per mostrarsi e far conoscere le esperienze realizzate, le soluzioni date alle
diverse criticità. Sarà uno spazio d’incontro virtuale che, in prospettiva, ci auguriamo sarà reale e
concreto.
Anche per quest’anno proseguiremo i “Viaggi dell’ascolto”, attuati con l’intento di verificare di
persona le diverse situazioni, stimolare le realtà locali a fare sinergia, supportare e diffondere le
buone pratiche, incentivare gli accordi di programma.
In complesso si è trattato di iniziative molto ben accolte, proprio perché hanno fatto sentire alle
scuole che l’Amministrazione scolastica è vicina ai loro problemi, li affronta insieme alle comunità,
operando in un’ottica di rete con la Regione Piemonte e i diversi partner territoriali.
Anche per questo risultato e questa opportunità che possiamo offrire alle scuole di montagna, ringrazio la Regione Piemonte, che ci ha molto aiutato.
Vi ringrazio per la Vostra attenzione ed auguro a tutti un buon lavoro.